In Italia, le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli otto patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono più alte rispetto alla media europea, pur nell’ambito di un trend in calo rispetto agli anni precedenti. A dare l’aggiornamento Sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza (Ar-Iss) e della Sorveglianza delle Cpe, coordinate entrambe dall’Istituto superiore di Sanità.

Triste primato

“Purtroppo, il nostro Paese detiene il triste primato, nel contesto europeo, della mortalità per antibiotico-resistenza”, dichiara Annalisa Pantosti, Responsabile della sorveglianza Ar-Iss. “Dei 33 mila decessi che avvengono in Europa ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici, oltre diecimila succedono in Italia. Gli ultimi dati disponibili – continua l’esperta – mostrano che i livelli di antibiotico-resistenza e di multi-resistenza sono ancora molto alti”.

Patogeni super resistenti

Le percentuali di resistenza alle cefalosporine di terza generazione (29%) e ai fluorochinoloni (42%) in Escherichia coli si sono confermate di gran lunga maggiori rispetto alla media europea, anche se in leggero calo rispetto agli ultimi anni. C’è una diminuzione significativa nella percentuale di isolati di Klebsiella pneumoniae resistenti ai carbapenemi. Sono infatti passati dal 37% nel 2016 al 30% nel 2018. Per E. coli, anche se il valore si è confermato molto basso (0,6%), è risultato in leggero aumento rispetto agli anni precedenti. La resistenza ai carbapenemi è risultata frequente, anche se in diminuzione, nelle specie Pseudomonas aeruginosa (16%) e Acinetobacter (82%).

Per Staphylococcus aureus, la percentuale di isolati resistenti alla meticillina (Mrsa) si è mantenuta stabile intorno al 34%. Ci sono incrementi significativi nella percentuale di isolati di Enterococcus faecium resistenti alla vancomicina. Si è passati dal 6% nel 2012 al 19% nel 2018. Per Streptococcus pneumoniae si è osservata una tendenza alla diminuzione sia per la percentuale di isolati resistenti alla penicillina che per quelli resistenti all’eritromicina.

Le batteriemie

Secondo i dati della Sorveglianza nazionale dedicata alle batteriemie causate da Enterobatteri produttori di carbapenemasi (Cpe), gli oltre duemila casi diagnosticati e segnalati nel 2018 evidenziano la larga diffusione in Italia delle Cpe. Soprattutto in pazienti ospedalizzati. In particolare:

  • nel periodo 2016-2018, l’incidenza dei casi segnalati è costante.
  • L’Italia centrale è l’area con maggiore incidenza di casi segnalati. È l’unica ad aver mostrato un aumento del tasso di incidenza rispetto al 2017: 4,4 casi su 100 mila residenti (nel 2017 erano 3,8 su 100 mila). Seguono Sud e Isole (3,1 su 100 mila residenti) e dal Nord (2,8 su 100 mila residenti). Nel Centro, la Regione con la più alta incidenza è il Lazio (5,9 su 100 mila residenti), nel Sud e Isole la Puglia (6 su 100 mila residenti) e nel Nord l’Emilia-Romagna (5,2 su 100 mila residenti).
  • I soggetti maggiormente coinvolti sono maschi (65,2%), in una fascia di età compresa tra 60 e 79 anni (48,5%), ospedalizzati (86,1%). Tra quest’ultimi la maggioranza si trova nei reparti di terapia intensiva (38,3%).
  • Il patogeno maggiormente diffuso è Klebsiella pneumoniae (97,7%) con enzima Kpc (Klebsiella pneumoniae carbapenemasi). A fine 2018 si osserva però un aumento di altri enzimi, in particolare Ndm (New Delhi metallo beta lattamasi).

Antibioticoresistenza, trend in calo: la sorveglianza Ar-Iss

Hanno partecipato alla Sorveglianza nazionale Ar-Iss 98 laboratori distribuiti su tutto il territorio nazionale (erano 55 nel 2017). Rispetto all’anno precedente è aumentata la copertura nazionale (dal 21% al 36%). Dai dati di copertura per Regione, emerge che la Sicilia è l’unica ad avere una copertura ancora molto bassa. Sei Regioni (Valle d’Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania) e le Province Autonome di Bolzano e Trento hanno partecipato alla sorveglianza con le proprie reti regionali. Il 99% dei patogeni è stato ottenuto da sangue e l’1% da liquor. Nella maggiore parte degli isolati è stato isolato E. coli (38,3%), seguito da S. aureus (19,9%), K. pneumoniae (13,7%), E. faecalis (9,7%), P. aeruginosa (7,1%), E. faecium (5,4%), Acinetobacter spp. (3,2%) e S. pneumoniae (2,7%).

Antibioticoresistenza, trend in calo; la sorveglianza delle Cpe

La Cpe, istituita nel 2013, raccoglie e analizza le segnalazioni dei casi di batteriemie da K. pneumoniae ed E. coli resistenti ai carbapenemi e/o produttori di carbapenemasi da tutto il territorio nazionale. Ha l’obiettivo di monitorare la diffusione e l’evoluzione di queste infezioni e sviluppare strategie di contenimento adeguate. I dati analizzati si basano sulle segnalazioni anonime e individuali inviate dagli ospedali/aziende ospedaliere e dalle unità sanitarie locali al Ministero della Salute e all’Iss, dove vengono raccolte, registrate in un database dedicato e analizzate dal Dipartimento Malattie infettive dell’Iss. Nel 2018 sono state inviate segnalazioni da 19 Regioni/Province Autonome. Non hanno segnalato casi il Molise e la Basilicata che, insieme alla Valle d’Aosta, non avevano segnalato casi neanche nel 2017. Complessivamente le segnalazioni sono giunte da 209 ospedali/aziende sanitarie/unità sanitarie locali.

Fonte : Aboutpharma

ANTIBIOTICO-RESISTENZA, trend in calo ma sempre sopra la media europea

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