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Puntare i riflettori sul diabete, patologia che colpisce nel mondo 422 milioni di persone, ovvero l’8,5% della popolazione globale, un numero quadruplo rispetto al 1980. Questo l’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che alla vigilia della Giornata mondiale della salute, dedicata quest’anno proprio al diabete, ha pubblicato il primo atlante globale che conta 1,5 milioni di morti l’anno per questa malattia, con altri 2,2 milioni di decessi causati dall’eccesso di glucosio nel sangue. Ebbene, sconfiggere il diabete, riducendo il suo carico di complicanze e di mortalità, è l’auspicio della Giornata. Uno dei nuovi obiettivi indicati dall’Onu, è di ridurre i casi del 30% entro il 2030. “Se vogliamo veramente fare qualche passo per fermare questa ascesa dobbiamo ripensare la nostra vita di tutti i giorni – afferma il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan – Bisogna mangiare meglio, essere fisicamente attivi ed evitare l’eccesso di peso. Anche nei Paesi più poveri i governi devono assicurarsi che le persone possano fare queste scelte salutari e che i sistemi sanitari siano in grado di prendere in carico i pazienti”.

Secondo l’Oms, il fattore principale che ha provocato l’aumento dei casi di diabete, la maggior parte dei quali si concentra nei Paesi in via di sviluppo, è l’obesità crescente. Il 43% delle morti avviene prima dei 70 anni, ed è ampiamente prevenibile con l’adozione di politiche che promuovono stili di vista salutari e con migliori diagnosi e terapie.

In Italia “nel 2014 la prevalenza del diabete è di oltre il 6%, con circa 4 milioni di casi diagnosticati e un altro milione di persone affette senza sapere di avere la malattia”, spiega Enzo Bonora, presidente della Sid – Il diabete sta dilagando anche in Italia e, se non si riuscirà a frenarne la crescita e a prevenire efficacemente le complicanze croniche, sarà un’emergenza sanitaria ed economica. Già adesso l’assistenza alle persone con diabete assorbe quasi il 15% del Fondo sanitario nazionale (circa 16 miliardi di euro ogni anno di costi reali e non di tariffe virtuali)”.

E’ sempre più vitale avere corrette abitudini alimentari oltre ad un corretto stile di vita che comprenda anche “un’ appropriata” attività fisica: spesso il fai da te può rappresentare un rischio al pari della malattia seppure per motivi differenti! Meglio pertanto affidarsi a professionisti competenti ed in grado di identificre le appropriate necessità per ogni singola persona.

 

Fonte: Aboutpharma

Diabete, 5 milioni di malati in Italia: si previene con l’alimentazione corretta e il giusto stile di vita

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