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Zika fa ancora parlare di sé. Da una parte con Google e l’Unicef alleati per “anticiparne le mosse”, come riferisce la Reuters, e dall’altra con un nuovo studio pubblicato su The Lancet che dimostra una probabile associazione tra il virus e una rara e grave malattia neurologica, la sindrome di Guillain-Barré, nell’1% dei casi circa.

Tornando all’azienda statunistense, Alphabet, la società cui fanno capo Google Inc. ed altre società controllate, che si occupa tra l’altro di ricerca e tecnologia, ha annunciato che un team di volontari che comprende ingegneri, progettisti e data scientists, sta lavorando con l’Unicef per costruire una piattaforma ed elaborare i dati provenienti da diverse fonti, tra cui meteo e viaggi, al fine di visualizzare i potenziali focolai. Con l’obiettivo è quello di mappare il virus e anticiparne la diffusione. Google inoltre, ha riferito di aver aggiornato i suoi prodotti per rendere le informazioni su Zika maggiormente disponibili e di aver stanziato un milione di dollari per il Fondo di emergenza delle Nazioni Unite per aiutare i loro volontari a terra, soprattutto in America Latina.

Su Zika restano ancora molti gli aspetti da chiarire, a iniziare da una conferma effettiva che provochi microcefalia fino alla recente associazioni con la sindrome di Guillain-Barré. Il fatto che non esista un test affidabile per identificarlo e che sia asintomatico, inoltre, non permette di monitorare il virus.

“L’obiettivo della piattaforma open source è di identificare il rischio di trasmissione di Zika per le diverse regioni e aiutare l’Unicef, i governi e le Ong a decidere come e dove concentrare il loro tempo e le loro risorse”, ha riferito la società. Piattaforma che secondo Chris Fabian, Co-Lead dell’Unicef Innovation, potrebbe essere utilizzata anche a livello globale per future epidemie.

Per quanto riguarda il suo ipotetico legame con la sindrome di Guillain-Barré, un gruppo di ricercatori dell’Institut Louis Malardé della Polinesia Francese ha esaminato circa 4mila persone infettate dal Zika nella Polinesia Francese tra il 2013 e il 2014, trovando che alcuni di essi avevano sviluppato una malattia autoimmune rara, la sindrome di Guillain-Barré appunto. Tra quelli che avevano sviluppato la sindrome  42 avevano gli anticorpi che segnalavano una infezione Zika. Mentre in un gruppo controllo di pazienti ricoverati in ospedale che non avevano sviluppato la sindrome i ricercatori hanno identificato tracce del virus solo in 54 su 98 pazienti testati.

“Lo studio – spiega Ernesto Marques dell’Università di Pittsburgh – ha confermato quello che già si pensava da tempo, ovvero che Zika possa causare la sindrome di Guillain-Barré”. Come per la microcefalia però, anche in questo caso c’è bisogno di ulteriori studi di approfondimento per dimostrare definitivamente il collegamento.

A ulteriore dimostrazione del fatto, come spiegano gli autori con questa immagine, diversi paesi tra quelli colpiti da Zika hanno riportato anche un aumento della sindrome di Guillain-Barré. In Colombia, per esempio, di solito vengono registrati circa 220 casi di sindrome all’anno, mentre in questi mesi,  in sole cinque settimane tra metà dicembre 2015 e la fine di gennaio 2016 sono state diagnosticati 86 casi, come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Anche in altri paesi, tra quelli dove Zika si è diffuso maggiormente, tra cui Brasile, El Salvador e Venezuela, hanno riportato un elevato e insolito aumento di numero di casi.

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Fonte :  Aboutpharma online

ZIKA virus: possibile associazione ad una grave e rara malattia neurologica

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